Chiudete per un attimo gli occhi e pensate ad un luogo che vi rassereni, vi dia pace e rilassamento. E’ molto
probabile che stiate pensando ad un paesaggio naturale. La natura ci cura, rigenera il corpo e l’anima: lo
abbiamo sempre saputo per esperienza e per istinto, ma oggi ce lo dicono anche i neuroscienziati. Secondo
uno studi effettuati dall’Università del Michigan, bastano venti minuti in natura per ridurre i livelli di cortisolo
(l’ormone che si genera con lo stress) ed è sufficiente puntare lo sguardo su un paesaggio aperto e
verdeggiante per sentirsi subito meglio. Eppure spesso teniamo lontana la natura invece di darle spazio per
rigenerarci, a tal punto che noi ed i nostri figli, trascorriamo sempre meno tempo con essa. Questa
disconnessione determina uno stato di malessere che è ben descritto dal pedagogista e scrittore statunitense
Richard Louv. Nel 2005 egli introduce il concetto di Disturbo da Deficit di Natura (Nature Deficit Disorder –
NDD). Il termine presente nel suo libro “L’ultimo bambino nei boschi ” viene inserito nell’ambito di un
approfondimento più ampio rispetto le implicazioni sociali della disconnessione tra le persone e il mondo
naturale. Alla base del concetto formulato da Louv c’è il presupposto che oggi gli esseri umani, e i bambini in
particolare, trascorrono meno tempo all’aperto e a contatto con la natura e la convinzione che questo si
traduca in una vasta gamma di problemi psicologici e comportamentali.
Giovani e distacco dalla natura: un fenomeno in crescita
E’ una condizione questa sempre più diffusa tra i giovani delle società moderne e si sta rivelando strettamente
associata a molteplici forme di disagio giovanile. Sebbene non sia ancora riconosciuto come patologia clinica,
il NDD descrive il malessere che deriva dalla crescente alienazione dal mondo naturale, una situazione che si
riflette profondamente sulla salute psicologica, emotiva e fisica degli adolescenti. Negli ultimi decenni, la vita
dei ragazzi si è progressivamente spostata dagli spazi aperti e verdi verso ambienti chiusi e digitali.
L’urbanizzazione, la diffusione massiccia della tecnologia e la riduzione delle occasioni di gioco all’aperto
hanno contribuito a creare una generazione che sperimenta sempre meno il contatto diretto con la natura.
Questo distacco non è privo di conseguenze: gli adolescenti che vivono poco la natura mostrano spesso
sensazione di sradicamento, difficoltà di concentrazione, stress, apatia, ansia e depressione.
Conseguenze psicologiche e comportamentali
Il NDD si manifesta nei giovani attraverso una serie di sintomi che si sovrappongono spesso ai segnali tipici
del disagio psichico adolescenziale:
• Aumento di ansia e depressione: la mancanza di esperienze all’aria aperta è correlata a un
incremento di stati depressivi e ansiosi, spesso accompagnati da irritabilità e scarsa tolleranza alla
frustrazione.
• Declino della resilienza emotiva: i giovani che non si confrontano con la natura sviluppano meno
capacità di affrontare rischi e sfide, fondamentali per la crescita personale e l’autonomia.
• Isolamento sociale e ritiro: il tempo trascorso in ambienti virtuali può favorire fenomeni di
isolamento, come la sindrome di Hikikomori, con giovani che si chiudono in casa e si allontanano dalla
vita sociale reale.
• Peggioramento delle capacità cognitive: difficoltà di concentrazione, calo del rendimento scolastico
e deficit dell’apprendimento sono comuni tra i ragazzi che vivono poco la natura.
• Minore autostima e sicurezza: la natura offre occasioni uniche per mettersi alla prova, sviluppare
autonomia e rafforzare la fiducia in se stessi; la sua assenza priva i giovani di queste opportunità.
Il predominio della tecnologia nella vita quotidiana dei giovani accentua il distacco dal mondo reale e naturale.
Computer, smartphone, videogiochi e social media diventano spesso sostituti delle esperienze concrete,
portando a una percezione distorta di sé e degli altri. Questo fenomeno, unito alla sedentarietà e alla
riduzione delle attività fisiche, contribuisce all’aumento di obesità, malattie croniche e disagio psicologico.
Un circolo vizioso: disagio e alienazione
Il disagio giovanile legato al NDD si inserisce in un contesto più ampio di aumento dei disturbi mentali tra gli
adolescenti, come evidenziato da recenti dati europei e italiani. Ansia, depressione, comportamenti
autolesionistici e isolamento sociale sono in crescita, alimentati anche dalla mancanza di attività all’aperto e
dal ridotto contatto con la natura, che potrebbero invece offrire un potente antidoto al malessere diffuso.
Riscoprire la natura per il benessere giovanile
Ripristinare il rapporto con la natura è oggi una delle strategie più efficaci per contrastare il disagio giovanile.
Gli esperti sottolineano l’importanza di:
• Favorire attività all’aperto, come escursioni, sport e giochi all’aria ape
• Riprogettare gli spazi urbani per renderli più verdi e accessibili.
• Educare bambini e adolescenti al rispetto e alla conoscenza della natura, promuovendo esperienze
dirette e sensoriali.
Ritornando a citare il libro di Louv, vediamo come egli, partendo da presupposti psicologici, lancia un forte
messaggio pedagogico e di impegno civile, esortandoci a recuperare il contatto con la natura: una corsa all’aria
aperta, una nuotata, il gioco in un bosco, una nottata in tenda all’aperto possono favorire la creatività, la gioia
di vivere, la passione e persino il senso critico ed il problem solving. Riconquistare quindi la dimensione
esperienziale in natura è di certo la grande sfida che ci si presenta e che forse potrà contribuire a quel cambio
di rotta necessario per affrontare la crisi ambientale dell’antropocene, ma anche la crisi sociale che stiamo
vivendo. Il Nature Deficit Disorder non è infatti solo una questione ambientale, ma una vera e propria
emergenza sociale che coinvolge la salute e il futuro delle nuove generazioni. Contrastarlo significa investire
nel benessere psicofisico dei giovani e nella costruzione di una società più sana, resiliente e consapevole. Ed
è proprio in questa direzione che si inseriscono le attività esperienziali che propongo. Vi aspetto.
Sitografia https://richardlouv.com/blog/what-is-nature-deficit
disorder https://wisesociety.it/salute-e-benessere/disturbo-deficit
natura/ https://www.giardinaggiointeriore.net/disturbo-da-deficit-di
natura/ https://www.vita.it/bambini-senza-alberi/
Bibliografia:
Richard Luov “L’ultimo bambino nei boschi –
Bibliografia:
Richard Luov “L’ultimo bambino nei boschi – Come riavvicinare i nostri figli alla natura”; Rizzoli editore



